POESIA, ARTE, ATTUALITA', SOCIETA', RECENSIONI, TERRA DI CIOCIARIA
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venerdì 8 luglio 2011

Vasti Verulani 2011. Qui il programma !!!



QUI potete trovare il programma del Teatro di Strada dei  Fasti Verulani  2011, che si terranno dal 28 al 31 luglio prossimi. Anche quest'anno si prevede un'affluenza straordinaria, grazie agli spettacoli e ai vicoli suggestivi della cittadina così belli da togliere il fiato !!

sabato 16 aprile 2011

Le famosissime balie di Veroli.




Sulla scia della commozione per la morte di Carolina Cerelli (link), ultima balia della famiglia Agnelli, desidero ricordare queste donne meravigliose. Sia per la loro bellezza fatta "di terra" sia per il loro destino, legato inevitabilmente al distacco dalla prole e dalla famiglia  per andare a nutrire altri bambini con il proprio latte. Numerose sono le testimonianze di tutti coloro che sono stati abbaliati dalle  verolane, soprattutto di personaggi illustri appartenenti agli  Agnelli, ai Savoia e a molti altre illustri casate.
Il latte delle balie verolane, fino a qualche decennio fa, era molto rinomato e ricercarto, perché ricco di anticorpi. Le stesse balie infatti conducevano uno stile di vita fatto di lavoro e sacrifici, lavorando la terra e accudendo casa ed animali  da piccolissime. Ed il loro seno,  non poteva che produrre un latte ricco e nutriente.
Per approfondimenti:
"Professione di ieri. Nel paese delle tate" (link)
"Balie. Curare la vita per mestiere".(link)
Segnalazioni bibliografiche (link)

lunedì 11 aprile 2011

Fiera dell'Agricoltura di Ceprano.





Il 15, 16 e 17 Aprile si terrà, su iniziativa dell’Associazione Amici per la Terra, la Fiera dell'Agricoltura di Ceprano, rassegna di macchine agricole, animali, prodotti tipici e dell'artigianato locale giunta all'9^ edizione.
L’iniziativa, accolta con favore dagli Enti pubblici, ha avuto già nelle passate edizioni il patrocinio dalla Regione Lazio, Provincia di Frosinone, Unione di Comuni Antiche Terre di Lavoro, Comune di Ceprano, XVI Comunità montana, e Riserva naturale.
Due giornate che costituiranno un’occasione unica per le aziende ciociare e che sempre più destano l’interesse di imprese provenienti da tutta Italia.

Via Mente Antica  (link)

sabato 9 aprile 2011

Il bimbetto non dorme? C'è internet.





Una notizia davvero esagerata !!! Internet aiuterebbe i genitori ad affrontare l'insonnia dei neonati. 
A parer mio, meglio i vecchi metodi tradizionali, cioè cullare... Cullare... Cullare ... ed aspettare con pazienza che si addormentino !


Internet canta la ninna nanna 'insegnando' al neonato e ai bimbi piccoli a dormire tutta la notte e aiutando mamma e' papa' spesso provati dagli innumerevoli risvegli notturni: si e' rivelata un successo una 'terapia' via internet a base di buoni consigli e raccomandazioni personalizzate per aiutare i genitori alle prese con neonati e bimbi che di notte non li fanno dormire. Il programma e' stato messo a punto e testato da Jodi Mindell della Saint Joseph's University a Philadelphi.


Via  Ansa

mercoledì 6 aprile 2011

Gertrud Welz. Surrealista, anzi no.

"Magie der Baeume", Gertrud Welz.
"Roma Trasformata", Gertrud Welz,
"Innen und Aussen", Gertrud Welz

Sul suo sito leggiamo le sue parole: "Al fine di raggiungere l'armonia preferisco ponderare la presenza di elementi. La spontaneità non è persa, dal momento che questa selezione è fatto emotivo. Nella mia pittura cerco di mettere sempre anche l'elemento opposto,. Oscuri e luce, il caldo e il freddo, il male e il bene, perché l'uno senza l'altra non può essere ben percepito. Un quadro che si acquista per decorare un ambiente, dovrebbe essere comunque sempre anche estetico in un certo senso., e invitare a guardare, a riposare lo sguardo oppure andare in giro all’interno del quadro.." (link).
Cara Gertrud, ti conosco da quando ero piccina. Un giorno,  sei arrivata al casale della mia famiglia con un quadro che ritraeva due lavandaie intente a chiacchierare, tra un cencio e l'altro inzuppati nel fontanile. Il dipinto lo possiedo ancora, o meglio. L'ho rubato a mia nonna, destinataria di quel prezioso dono...
Le donne sono  piuttosto macchiaiole ma conservano bene quella traccia di "umano" che poi, negli anni, a quanto pare si è dissolta. "Innen und Aussen", "Roma trasformata", "Magie Der Baeume" sono soltanto qualche esempio di cosa tu sappia fare. E, soprattutto, del percorso artistico che ti ha portato a scegliere il sogno, l'abbandono della realtà figurata, la compenetrazione dei piani, i colori freddi preponderanti o il bianco e nero in mille pezzi.
Nei tuoi quadri c'è tutto un mondo da interpretare, specie quando ci si rende conto che una traccia di essere vivente, finisce con lo svanire nelle linee spigolose, nelle macchie e nei cubi che provocano un piacevole straneamento dell'equilibrio.




venerdì 18 marzo 2011

Roberta Fanfarillo, un altro grande successo !!

Dunque. Siamo certi che la pittura di Roberta Fanfarillo sia davvero unica nel suo genere. E non mi stupisco affatto che un suo quadro ( "Pulcinella") sia arrivato tra i primi cinque al concorso  "Settimo Premio Biennale Nazionale di pittura Foiano, Città del Carnevale - Arte e Maschera" (link).
Roberta, amica mia, quando mi farai avere lo scatto del quadro, che merita di essere celebrato da queste parti?
Tanti auguri e tanti altri grandi successi !!!

domenica 16 gennaio 2011

VEROLI. Haec Tua Domus Civis



Sabato 15 gennaio si è svolta la cerimonia di riapertura  dello storico Palazzo Comunale di Veroli dopo i lavori di restauro. Erano presenti, oltre al Sindaco di Veroli Prof. Giuseppe D'Onorio, che ha officiato la cerimonia, Dott. Paolino Maddaloni, Prefetto di Frosinone,  il vescovo diocesano mons. Ambrogio Spreafico, il vice presidente del Consiglio regionale, on. Bruno Astorre, il dottor Piero Cesari già Prefetto della Provincia di Frosinone, l’arch. Anna Ciavardini, della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggio, la dottoressa Gabriella Frezza della Soprindentenza del Lazio.

venerdì 12 novembre 2010

Amedeo Maiuri... L'archeologo verolano che ha valorizzato Pompei


Il Ministro della Cultura, Sandro Bondi con Pierferdinando Casini in aula della Camera dei Deputati

Ricordiamo che, sulla scia dello sdegno di ciò che è accaduto a Pompei la scorsa settimana, il Ministro per i  Beni  e le Attività Culturali  Sandro Bondi, ha riferito in Parlamento. In particolar modo, ha evidenziato il fatto di non dover dare le dimissioni perché non sente di avere alcuna responsabilità per quanto accaduto.
Ricordiamo che un pezzo di Veroli è a Pompei. Infatti, l'archeologo verolano Amedeo Maiuri è colui che ha dato un impulso definitivo alla scoperta di una gran parte dei reperti della cittadina sepolta nel 79 d.c dall'eruzione del Vesuvio  (link). E' tutt'ora presente una lapide sulla facciata della casa di Maiuri, che per noi tutti rappresenta uno dei tanti orgogli della città.

sabato 6 novembre 2010

"Essenza", pubblicata sul "Caffè Michelangiolo", maggio-agosto 2009.


Quadrimestrale fondato e diretto da Mario Graziano Parri
Caffè Michelangiolo - A. 14, N. 2, maggio-agosto 2009
Lettere Scienze Arti Cinema


In questo numero:
TERZA PAGINAUn libro allunga la vita di Mario Graziano ParriLE BUONE ARTI
Il romanzo di un outsider. Colloquio con Christian Frascella di Monica Venturini - La forza delle leggi di Antonio Imbò (Interferenze)
POESIANembifero di Gabriella Sica - “Le Muse” di Valentino Zeichen - In fila di Elena Salibra - Giuliano da Rimini di Rosita Copioli - Da «La salute» di Alberto Pellegatta - Essenza di Paola Zeppieri – Aria infinita di Pasquale Siano– Prove d’infinito di Elena Salibra - Fiori d’inverno di Davide Torrecchia
NARRATIVA
Delitto in biblioteca un racconto di Alberto Rizzo
VETRINA
Il grande fiume dal cuore nero di Francesco CalancaGRAND TOURViaggio in Québec di Carlo VecceNOBEL 2009Herta Müller, la lingua inventata di Uta Treder - Lo sguardo fermo di Riccardo ConcettiBIBLIOTECA DEL VIAGGIATOREIl fascino indiscreto della realtà di Milva Maria Cappellini

venerdì 29 ottobre 2010

Veroli. Paolo Gaetani e la pittura compenetrata.


Opere di Paolo Gaetani, Veroli.
Sito del pittore verolano: (link)

Paolo Gaetani vive e lavora a Veroli (Fr). E' stato allievo del pittore inglese Francis Cox (link), grande artista  che ha soggiornato nella cittadina ciociara intorno alla metà degli anni settanta. 
Piacerebbe certo indagare nel cuore di Gaetani, per scoprire la strada con cui porta avanti i suoi progetti. Poiché non è solo un percorso intellettuale ma molto di più. Cioè, quei piani sovrapposti e poggiati ad incastro o a frammenti di specchi  non sono solo eredità cubista del suo maestro. E' più deducibile che tutto ciò abbia una diversa volontà. Cioè tagli e stalattiti di pennellate rappresentano una realtà quasi marchiata che Gaetani vuole definire bene sotto il suo sguardo.Per fare in modo che, nell'apparenza dell'accenno ad una traccia umana o paesaggistica che sia,  nulla sfugga all'osservatore. Con questo processo di accenno, macchia, segno e colore il fruitore coglie immediatamente il significato di un quadro di Gaetani: non far sfuggire una realtà che non deve essere necessariamente barocca.
Infine un accenno ai volti del pittore, figurativi per eccellenza ma senza abbandonare il segno.




mercoledì 27 ottobre 2010

Leopardi e l'apprendimento.

Seduti tra i banchi di scuola, tra un verso e l’altro, difficile pareva immedesimarsi nell’animo del grande di Recanati. Ma poi, ci si rende conto che Giacomo Leopardi non aveva poi tutti i torti. Con i nostri anni sulla groppa, si è superato ( e non solo) il rapporto scolastico docente-discente. Dopo aver avuto il coraggio di buttare in soffitta i diari zeppi di dediche sulle Alpi e le Ande ( un grido si espande…Paola sei grande !), ci si è accorti di aver finalmente chiuso i battenti  della scuola.
Dunque, qual è il nocciuolo della questione ?

Imparare a scuola è un conto, applicare ciò che si è tentato di apprendere è tutt’altra cosa. Se si legge invece di leggere ( da notare la differenza) allora meglio i modi anziché i tempi verbali. Meglio l’infinito leggere (con la sua seconda coniugazione), perché questa parola ci riporta all’”Infinito” del sommo poeta Leopardi (link). E all’ermo colle tanto caro, come tale è la mia Veroli. Ed il cuore per poco non si spaura, per lei e per l’eterno e le morte stagioni, per il naufragar m’è dolce in questo mare…
 
«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»

domenica 24 ottobre 2010

Tramonto a Veroli !





Scatti del meraviglioso tramonto di Veroli (Fr).
Ottobre 2009.

L'oniricità di Beatrice Scaccia

Beatrice Scaccia. "Volgeva piano il capo".

Nell’attuale panorama artistico, le diverse esperienze sfociano nelle manifestazioni più personali. Decodificando la natura, l’oblio, l’annichilimento, la bellezza e tutto un vaso di Pandora , l’artista si pone sempre più nella sua esperienza individualistica. Le probabilità di interpretazioni, sono contestualizzate a partire dal nucleo formativo che un pittore, scultore o artista in genere, ha appreso come itinere nel proprio excursus didattico. E’ pur vero che, in un secondo momento, nella cosiddetta maturità espressiva, l’opera rappresenta pienamente la  giusta fase di approdo conclusivo e soddisfacente. E arriva per tutti il momento di godere soggettivamente di questo percorso, come accade alla ciociara Beatrice Scaccia. Molto giovane, vanta numerose collaborazioni internazionali. Dopo la maturità conseguita a Frosinone,  si è formata presso l’Accademia Di Belle Arti di Roma, diventando allieva di Gino Marotta. Attualmente vive nella capitale, senza però sciogliere il nodo con la sua cittadina natale, cioè Veroli. Il genio di Beatrice sta nel rappresentare l’evanescenza di un mondo di personaggi, dislocati in ambiti disincantati e quasi privi di nomenclatura.  Abbiamo esigenza di guardare i soggetti da ogni punto di vista e la pittrice sa soddisfare questa necessità. Non è piattume bidimensionale, l’opera di Beatrice. E’ ancora più estrinsecamente polivalente anche quando le figure si pongono nella solitudine del loro profilo. E non sanno osservare che loro stessi, attraverso un silenzio surrealista. Psicologia dissacrante, delle volte. Realtà costruttivamente disarmante, altre. Pittura priva di campiture concentrate nei cromatismi più scontati, lo sfumato prende spazio dove è necessario, senza disturbare.
Un’opera tra le più originali e meglio rappresentativa della gioventù  artistica.

venerdì 23 luglio 2010

Sabrina Trasolini. Evoluzione demografica del basso Lazio:il caso di Veroli

Veroli, panorama; scatto tratto da: Il blog di "Comuni italiani.it" (link)


Piazza Santa Salome



Veroli, tramonto. Ottobre 2009

Veroli, cittadina situata nella provincia Ciociara




Scorcio di Veroli; scatto tratto da:"Anna.Righe blu"(link)



Veroli (link) è un paese meraviglioso e di grande valore artistico, situato in una provincia, quella ciociara, che vanta un ricchissimo patrimonio archeologico, culturale ed enogastronomico. Numerosi sono gli studiosi che si sono avvicendati nei decenni, specie per approfondire la conoscenza di tutto ciò che offre la Verulae antica. S.P.Q.V. si legge sull’arco di quella porta che accoglie chiunque respiri la sua aria. Ed il popolo verolano è davvero “senato”, perché oltre a quelle erniche, medesime sono le radici che accomunano tutti gli abitanti, cioè le romane. Corpo ed anima, espresse nell’abbaglio di vicoli, palazzi e chiese antiche costruiti nel tempo e proiettati davanti ad un paesaggio circostante che toglie il fiato. Fino a far emergere quella vera realtà, pregna di gloria, ruralità e cristianità che fondono la terra di Veroli. Proprio la dottoressa Sabrina Trasolini, attraverso l’ “Evoluzione demografica del basso Lazio nel XVII, XVIII E XIX SECOLO: il caso di Veroli” di cui è autrice, ha portato avanti un lungo e sostanzioso lavoro di indagine sulla storia di questa cittadina, in modo particolare sull’incremento della popolazione. Dopo aver introdotto dei cenni storici, Trasolini approfondisce l’analisi del periodo compreso tra il 1600 ed il 1800, tenendo in considerazione i punti salienti delle variazioni demografiche, cioè natalità e mortalità. Fonte di tale indagine sono i registri delle nascite, dei matrimoni e delle sepolture. Epoca fondamentale per una maggiore determinazione dello sviluppo demografico è stata quella napoleonica, poiché (…) a partire dagli ultimi anni del Settecento, si fanno più frequenti le fonti e le documentazioni di carattere statistico e demografico . Il cambiamento si inquadra nel complesso periodo storico dell’occupazione francese, durante il quale l’amministrazione civile avvertì la necessità di procedere ad acquisire, in modo organico, gli elementi di base per un efficiente governo della cosa pubblica (…), come la stessa autrice afferma. Meritano un cenno particolare i capitoli sull’abbaliamento e la mortalità infantile. Nel primo caso perché “(…)Veroli ma anche altri importanti centri della Ciociaria come Alatri, Sora, Pastena e Isola del Liri, raggiunsero una certa popolarità nelle regioni di tutta Italia in seguito ad una particolare figura della donna: la balia da latte. Caratteristica particolare di queste donne era il loro latte, abbondante e carico di anticorpi: quindi prezioso come l’oro (…)”. Nel secondo caso perché la mortalità infantile dei neonati e dei bambini “ (…) è il carattere storico determinante della dinamica demografica delle società pre –moderne (…). A Sabrina Trasolini il merito di aver approfondito alcuni aspetti di questo paese, che assommati all’archeologia, alla storia ed ai prodotti tipici, fanno di Veroli un eccellente punto di riferimento turistico del basso Lazio.

La scultura di Adamo Dell'Orco. Il gusto per la meraviglia!

Scultura di Adamo Dell'Orco in ulivo



Adamo Dell’Orco è uno scultore che vive e lavora ad Alatri (Fr) con la sua splendida famiglia. La produzione è notevole (guarda qui) e l’uso di materiali non desueti è una prerogativa di questo nostro artista. Questa sua sapienza nella lavorazione del legno di ulivo, del ferro e di altre materie, lo annovera a buon diritto tra i più singolari e apprezzati scultori non solo della provincia Ciociara. Della sua umiltà si può parlare tanto quanto la capacità di renderci partecipi di ciò che realizza. Un prodotto artistico deve saper coinvolgere sia l’osservatore più esperto sia quello più disattento a certe disacerbazioni di mestiere. L’arte contemporanea, che abusa di materiali provenienti dall’industrializzazione, molto spesso esaspera ed accentua quella concettualità che dovrebbe fare pendant con l’iconografia di tale opera d’arte. Adamo, invece, specie con quei volti scolpiti nel legno, ci ricorda quanto più facilmente sappia insinuarsi nel cuore un volto oppure un’espressione, cioè quello che sa fare mormorìo nell’anima. Il suo lavoro rende partecipe l’altro attraverso il sacro fuoco dell’arte, che sa custodire quasi ingelosendo chi non lo possiede. Quelle bellezze aggrovigliate dei corpi, nel tentativo di rivolgersi all’infinito-indefinito, annodano le nostre menti spasmodiche quasi all’inverosimile. E ci ricordano quanto tutti, dibattendoci, vorremmo spiccare il volo, senza dimenticare le radici terrene. Ma quei visi di Adamo sanno guardare oltre, molto oltre… Ed un grido si scioglie sulla loro bocca, zittendoli solo in apparenza.

giovedì 22 luglio 2010

Espressionismo figurativo contemporaneo: Roberta Fanfarillo, pittrice sentimentalista.


La pittura è un gesto, un sentimento, un’idea che nasce e si sviluppa a partire dalla consapevolezza che l’artista ha prima di tutto di sé stesso. La forma mentis che la pittura ci modella sopra a foggia di noi stessi, suggella il rapporto intrinseco che c’è tra la tela e colui che la dipinge. Il corto circuito che certa distruzione di massa dei sentimenti provoca, riuscendo ad annichilire anche le più remote tracce dell’adorazione amorosa di un prodotto artistico, non è assolutamente presente se l’intenzione di una scelta è buona. In questo caso, quando si dipinge, lo si fa per ispirazione e non per percorrere una strada che a tutti i costi vorrebbe farci raggiungere la fama della notorietà nel panorama sterminato di pennellate e cornici retrò. Questa ( la fama), è l’ultima tappa dei grandi pittori, scultori ed artisti che si muovono con umiltà.

Difatti, si parla qui di una giovane donna, che ha saputo lavorare in silenzio, senza disturbare, concedendo allo sguardo altrui ciò che le sue mani sanno realizzare, solo dopo attente e d esigenti meditazioni.

Roberta Fanfarillo (link), pittrice di Alatri, cittadina situata nella provincia Ciociara, rappresenta a buon diritto quella cerchia di pittori che hanno scelto una strada ben precisa. Ossia la rappresentazione figurata dei propri sentimenti, senza ricorrere a quei soggetti che più facilmente si “vendono”.

Angeli, volti, personaggi che richiamano attraverso la forza dello sguardo. Così profondi sono quegli occhi che fanno sprofondare in un percorso interiore dolcissimo, svelandoci gli stati d’animo dell’umanità.

Le sue figure sembrano appellarsi al cielo, chiedendosi il senso della vita, della sofferenza, del mistero angusto e doloroso della morte. E. nel tentativo di spiccare il volo, qualcosa ci trattiene a terra. Sono le radici, l’appartenenza di noi stessi ad un’esistenza che regala e toglie a fasi alterne, in più con l’idea che l’uomo non abbia facoltà di interagire con il destino. Ma è pur vero che “Faber est suae quisque fortunae”.