POESIA, ARTE, ATTUALITA', SOCIETA', RECENSIONI, TERRA DI CIOCIARIA
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domenica 20 marzo 2011

A Duino, la poiesia fino al 27 Marzo.

Nei suoi sette anni di vita ha coinvolto ottomila giovani poeti provenienti da 90 Paesi: e' il Concorso internazionale di poesia Castello di Duino.

In programma da domani, si terra' per la settima edizione da domani al 27 marzo, per il conferimento della medaglia del Presidente della Repubblica. Riservato ai poeti fino ai 30 anni di eta', il concorso prevede una graduatoria speciale per i giovanissimi ''under 16'', la presentazione di progetti scolastici e, a partire da questa edizione, una sezione teatrale.
Via Ansa

venerdì 3 dicembre 2010

Poesia.

                                                              
Marta, Viterbo. Isola martana, Agosto 2010.         




                              
Piangere ... 






Allagando le conche
straripanti di vuoto,
ricolmi innaffiando
pozzi di nero,
che specchia in bocca
gocce salate,
per pianto di donna
affannato ed inerme.

Vorresti asciugare
secchezza assordata,
ma senti impotenti
le mani fasciate,
nel limbo del tedio
nel quale vivevi,
per scelta divina
imposta da chi …

Paola Zeppieri, Dicembre 2010

sabato 6 novembre 2010

"Essenza", pubblicata sul "Caffè Michelangiolo", maggio-agosto 2009.


Quadrimestrale fondato e diretto da Mario Graziano Parri
Caffè Michelangiolo - A. 14, N. 2, maggio-agosto 2009
Lettere Scienze Arti Cinema


In questo numero:
TERZA PAGINAUn libro allunga la vita di Mario Graziano ParriLE BUONE ARTI
Il romanzo di un outsider. Colloquio con Christian Frascella di Monica Venturini - La forza delle leggi di Antonio Imbò (Interferenze)
POESIANembifero di Gabriella Sica - Le Muse” di Valentino Zeichen - In fila di Elena Salibra - Giuliano da Rimini di Rosita Copioli - Da «La salute» di Alberto Pellegatta - Essenza di Paola Zeppieri – Aria infinita di Pasquale Siano– Prove d’infinito di Elena Salibra - Fiori d’inverno di Davide Torrecchia
NARRATIVA
Delitto in biblioteca un racconto di Alberto Rizzo
VETRINA
Il grande fiume dal cuore nero di Francesco CalancaGRAND TOURViaggio in Québec di Carlo VecceNOBEL 2009Herta Müller, la lingua inventata di Uta Treder - Lo sguardo fermo di Riccardo ConcettiBIBLIOTECA DEL VIAGGIATOREIl fascino indiscreto della realtà di Milva Maria Cappellini

giovedì 28 ottobre 2010

Poesia. Battito.


Alberi del pittore Carlo Mazzetti (link).



Poesie Reportonline (link)


Battito di Paola Zeppieri








Ascoltane il battito
che affievolisce malgrado
e assopisce te stesso
senza farne ritorno.

Ne rapprende la noia,

tramuta la vita,

calpesta l’essenza
e  allontana la gioia.

Ti arrampica sopra

una sete bestiale,

attorciglia la pelle

e la rivolta al contrario.

Commenta all’orecchio,
ne fa calpestìo
e soffoca in  te
quel che pensi sia vivo.

mercoledì 27 ottobre 2010

Leopardi e l'apprendimento.

Seduti tra i banchi di scuola, tra un verso e l’altro, difficile pareva immedesimarsi nell’animo del grande di Recanati. Ma poi, ci si rende conto che Giacomo Leopardi non aveva poi tutti i torti. Con i nostri anni sulla groppa, si è superato ( e non solo) il rapporto scolastico docente-discente. Dopo aver avuto il coraggio di buttare in soffitta i diari zeppi di dediche sulle Alpi e le Ande ( un grido si espande…Paola sei grande !), ci si è accorti di aver finalmente chiuso i battenti  della scuola.
Dunque, qual è il nocciuolo della questione ?

Imparare a scuola è un conto, applicare ciò che si è tentato di apprendere è tutt’altra cosa. Se si legge invece di leggere ( da notare la differenza) allora meglio i modi anziché i tempi verbali. Meglio l’infinito leggere (con la sua seconda coniugazione), perché questa parola ci riporta all’”Infinito” del sommo poeta Leopardi (link). E all’ermo colle tanto caro, come tale è la mia Veroli. Ed il cuore per poco non si spaura, per lei e per l’eterno e le morte stagioni, per il naufragar m’è dolce in questo mare…
 
«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»