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mercoledì 6 aprile 2011

Gertrud Welz. Surrealista, anzi no.

"Magie der Baeume", Gertrud Welz.
"Roma Trasformata", Gertrud Welz,
"Innen und Aussen", Gertrud Welz

Sul suo sito leggiamo le sue parole: "Al fine di raggiungere l'armonia preferisco ponderare la presenza di elementi. La spontaneità non è persa, dal momento che questa selezione è fatto emotivo. Nella mia pittura cerco di mettere sempre anche l'elemento opposto,. Oscuri e luce, il caldo e il freddo, il male e il bene, perché l'uno senza l'altra non può essere ben percepito. Un quadro che si acquista per decorare un ambiente, dovrebbe essere comunque sempre anche estetico in un certo senso., e invitare a guardare, a riposare lo sguardo oppure andare in giro all’interno del quadro.." (link).
Cara Gertrud, ti conosco da quando ero piccina. Un giorno,  sei arrivata al casale della mia famiglia con un quadro che ritraeva due lavandaie intente a chiacchierare, tra un cencio e l'altro inzuppati nel fontanile. Il dipinto lo possiedo ancora, o meglio. L'ho rubato a mia nonna, destinataria di quel prezioso dono...
Le donne sono  piuttosto macchiaiole ma conservano bene quella traccia di "umano" che poi, negli anni, a quanto pare si è dissolta. "Innen und Aussen", "Roma trasformata", "Magie Der Baeume" sono soltanto qualche esempio di cosa tu sappia fare. E, soprattutto, del percorso artistico che ti ha portato a scegliere il sogno, l'abbandono della realtà figurata, la compenetrazione dei piani, i colori freddi preponderanti o il bianco e nero in mille pezzi.
Nei tuoi quadri c'è tutto un mondo da interpretare, specie quando ci si rende conto che una traccia di essere vivente, finisce con lo svanire nelle linee spigolose, nelle macchie e nei cubi che provocano un piacevole straneamento dell'equilibrio.