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martedì 26 aprile 2011

11 maggio 2011 "Giornata nazionale della rabbia dei precari"




Domenica 17 il "Coordinamento precari scuola" ha indetto per mercoledì 11 maggio la "giornata nazionale della rabbia dei precari". Sul piatto i problemi che affliggono la scuola, dai tagli agli organici ai trasferimenti interprovinciali dei precari.
Il precariato è stato lo strumento attraverso cui il Governo ha potuto attuare i tagli alla scuola pubblica, quella ristrutturazione o destrutturazione alla base dell'attuale riforma della scuola. Questo è quanto salta fuori dall'incontro avvenuto domenica 17 aprile a Roma tra i movimenti dei precari.
Non a caso è proprio dal precariato che muove la protesta della scuola. Sul piatto ci sono molti motivi per protestare: riduzione degli organici, aumento alunni per classe, caos graduatorie, INVALSI, esuberi, mancate immissioni in ruolo.
Dalla critica non viene risparmiata neppure la questione "pettine", che, secondo quanto riportato da "Il Manifesto", sarà oggetto di sit-in da parte dei docenti precari in occasione dell'incontro tra il Ministro e la commissione dei sessanta parlamentari favorevoli al cambio di provincia. Sebbene lo scontro per le posizioni in graduatoria venga tacciato come un "diversivo" e il vero problema dei precari individuato nelle mancate immissioni in ruolo.
Nè parole tenere vengono riservate sulla questione "direttiva europea" e reiterazione dei contratti a tempo determinato. Secondo i precari la direttiva eurpea deve essere estesa anche all'amministrazione pubblica con l'assunzione a tempo indeterminato di quei precari che hanno avuto tre contratti a termine. E si scagliano contro l'ipotesi di un provvedimento ad hoc che ne limiti la portata. Anche in questo caso una iniziativa, con la raccolta di firme per estendere i benefici della legge 368/2001 anche alla pubblica amministrazione.
Il culmine di tali iniziative sarà giorno 11 maggio con l'indizione della "giornata della rabbia precaria".