Per esporre negli uffici pubblici, tra i quali rientrano le aule di giustizia, simboli religiosi diversi dal Crocefisso "é necessaria una scelta discrezionale del legislatore, che allo stato non sussiste". Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni con le quali ha confermato la rimozione dalla Magistratura del giudice 'anticrocefisso' Luigi Tosti, che rifiutava di tenere udienza finché il simbolo della Cristianità non fosse stato tolto da tutti i tribunali italiani. In alternativa Tosti chiedeva, anche in Cassazione, di poter esporre la 'Menorah', simbolo della fede ebraica (continua)
"LA POESIA E' UN PENSIERO BISOGNOSO DEL LETTORE". PAOLA, MARZO 2009
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POESIA, ARTE, ATTUALITA', SOCIETA', RECENSIONI, TERRA DI CIOCIARIA
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venerdì 18 marzo 2011
martedì 7 dicembre 2010
Beati i puri di cuore, perché di essi è il Regno dei Cieli
Una cara amica, giorni fa, mi ha ricordato un insegnamento tralasciato negli anni.Cioè, beati i puri di cuore, perché di essi è il Regno dei Cieli. Faccio un ripasso. Le beatitudini fanno parte del "Discorso della Montagna" (Matteo, 5,1-12). Gesù si rivolge ai poveri, amati da Dio ma subissati da povertà, sofferenza, ingiustizia. Cioè i mali dell'Universo che perdurano con ostinazione nelle epoche umane. E che oggi sono più che mai di attualità.
Le beatitudini sono benedizioni, cioè doni di Dio che dovremmo poter interpretare e ricevere con riconoscenza. Circostanze, quelle dell'applicazione di certi insegnamenti, che ognuno deve poter conformare al proprio vissuto.Dunque: si è beati non perché sulla terra si è privi di tutto ( situazione che causa dolore) ma lo si è perché Dio prepara un futuro di speranza ( leggi: Geremia 29,11).
Cos'è la povertà, al giorno d'oggi, al di là del suo significato più pregno? E' l'aridità, la superficialità, l'arrivismo, la cattiveria, l'arroganza, l'incertezza, la disoccupazione, la fame, la tristezza ...
Se, allora, la sofferenza sulla terra è strada per condurci ad una vita migliore, una volta abbandonato il corpo, chiederei a Dio, di non far soffrire. Perché se quest'esistenza fosse meno dolorosa, basterebbe a tutti per redimersi ogni volta se ne presentasse l'occasione. E guadagnarsi, così, un posto in Paradiso.
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