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sabato 5 marzo 2011

Facebook ed il caso di Yara. Il pericolo è anche l'identità rubata.



Forse ci sarebbe un altro caso di identità rubata su FaceBook, dietro la triste vicenda di Yara Gambirasio.
Proprio ieri, è stato fatto il nome di Marta C., una presunta amica di Yara di13 anni, anche lei della provincia di Bergamo. In realtà le due ragazzine sembravano essere legata solo dalla passione per la ginnastica.
Marta ha richiamato l’attenzione degli investigatori, in seguito ad una serie di post sospetti lasciati sulla sua pagina Facebook e riferiti al presunto orco di Yara. Ma il profilo di Marta sarebbe stato chiuso lo scorso 13 ottobre.
Qualcuno, dunque, potrebbe aver riaperto il profilo, lasciando anche le foto della ragazzina e spacciandosi per lei.

martedì 1 marzo 2011

Yara Gambirasio: un dolore incolmabile !!

Gli inquirenti sul luogo del ritrovamento del corpo di Yara (Foto Mauro Locatelli - LaPresse)

Infanzia deturpata da una società annichilita ed inspiegabilmente assassina. O più semplicemente infanzia inconsapevole della brutta mostruosità che contorna la sua quotidianità. Cosa può eguagliare quel bene più prezioso che ci è stato donato incondizionatamente, cioè la vita ? Nulla. Ma noi stessi siamo carne viva, testimonianza di quell' esistenza che è stata concepita come il gesto più dolce del mondo. E qualcuno, ogni tanto, lo dimentica distrattamente. O forse no. Ma poi, vai a capire cosa si annida nei meandri della mente. Ed il risultato è che, a gesto compiuto, non si torna più indietro. La piccola Yara Gambirasio, scomparsa a Brembate Sopra lo scorso 26 novembre 2010 e rinvenuta morta sabato 26 febbraio, non ha più domande da porsi (a differenza nostra), perché lei sà chi è il suo assassino. E non ha più nemmeno gioia da dichiarare alla sua mamma ed al suo papà al mattino appena sveglia, come si fa davanti ad una tazza di latte fumante mentre fuori nevica. Vogliamo giustizia, questo è certo, anche nel nome di tutte quelle creature innocenti che sono state vittime come Yara.
Piangete, piangete ... Che forse le nostre lacrime arriveranno fino al cielo, a coprirla come una coperta calda. Perché poi, alla fine dei conti,  siamo noi stessi quelli bisognosi di un angelo come Yara, che protegge i nostri figli dall'alto. Ma avremmo voluto averla accanto a noi, su questa terra, a fare ginnastica con le sue clavette.

Paola Zeppieri, marzo 2011